Garanzia sì, ma a pagamento: ora Whirlpool, Candy ed Electrolux risarciscono i clienti

Elettrodomestici guasti? C'è chi ha fatto pagare una tassa per ripararli, nonostante fossero in garanzia. Già dallo scorso marzo Whirlpool, Candy ed Electrolux, tre marchi tra i più famosi, sono stati messi sotto osservazione da Antitrust e proprio ieri l'autorità ha accettato gli impegni delle aziende, che hanno promesso di non chiedere più un euro ai clienti che chiedono la sostituzione di un pezzo o la riparazione di un loro prodotto acquistato in un centro commerciale o comunque in un negozio. Per le associazioni di consumatori, che avevano segnalato queste violazioni ad Antitrust, è una vittoria.

Le aziende sono tre ma i marchi coinvolti sono molti di più. Whirlpool infatti possiede Indesit, Ariston, Ignis, Bauknecht, Kitchen Aid e Scholtes, mentre Candy è anche proprietaria dei prodotti a marchio Hoover e Zerowatt. Electrolux produce anche elettrodomestici Aeg, Rex, Zanussi, Zoppas.

Per anni Whirlpool, Candy ed Electrolux ha chiesto un "contributo" di 30 euro per ogni intervento richiesto oltre i sei mesi dall'acquisto (il Codice del Consumo, lo ricordiamo, prevede due anni). In questi casi le aziende invertivano l'onere della prova: stava al cliente dimostrare che il difetto si era manifestato in precedenza. E non è finita, perché le tre società escludevano dalla garanzia tutte le parti più usurabili (come maniglie, manopole, parti in plastica mobili o in vetro). In caso di rottura di uno di questi pezzi, insomma, bisognava pagare di tasca propria. 

Chi voleva mettersi in contatto con il servizio assistenza in garanzia doveva poi chiamare un numero 199 a pagamento. Con diversi consumatori che lamentavano lunghe attese e risposte evasive.

Le istruttorie di Antitrust si sono concluse positivamente, con Whirlpool, Candy Hoover e Electrolux che si che sono impegnate a:

  • non richiedere più il pagamento di alcun diritto di chiamata per gli interventi in garanzia, anche dopo i primi 6 mesi dalla consegna; 
  • non escludere alcuna parte dei prodotti dalla garanzia legale di conformità, anche quando in caso di parti usurabili; 
  • non utilizzare numeri a pagamento per le richieste di intervento da parte dei consumatori.


"Siamo soddisfatti: con questi impegni infatti le società evitano una class-action.

Sembra davvero incredibile che un principio basilare come il rispetto della garanzia fosse ignorato in modo così pacifico", commenta Francesco Luongo, presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, una delle associazioni in prima linea nel denunciare le violazioni del codice del consumo da parte delle tre società. "Se non fosse stato per noi, tutto questo sarebbe proseguito per chissà quanto tempo".

In più le società si sono impegnate a riconoscere una compensazione a tutti i clienti che hanno pagato costi non dovuti. Ecco, nel dettaglio, a cosa hanno diritto.

WHIRLPOOL. La società ha preso un impegno: manderà un voucher di 30 euro a tutti i clienti che hanno chiesto - a partire dal settimo mese dall'acquisto - un intervento tra il primo gennaio 2015 e il 17 aprile 2017. Il voucher verrà inviato via mail all'indirizzo dal quale avevano richiesto la riparazione e potrà essere speso per comprare elettrodomestici bianchi, ma anche di piccola taglia o prodotti per la loro manutenzione. Si potrà comprare online o tramite call center (gratuito, come specifica Whirlpool). Ciascun voucher potrà essere utilizzato entro 6 mesi dalla data del suo invio e per un solo ordine, anche cumulativo di più prodotti.

ELECTROLUX. I clienti che, dal 17 novembre in avanti, dimostrano di aver pagato per la riparazione di un prodotto che rientrava nei due anni di garanzia possono scegliere tra:
- uno sconto del 30% su tutti gli elettrodomestici venduti nei centri di assistenza tecnica;
- uno sconto del 30% su materiali di consumo e accessori, fino a un massimo di dieci prodotti, acquistabili sullo shop online Electrolux.
In entrambi i casi ci sono sei mesi di tempo per completare gli acquisti.

CANDY. In questo caso la compensazione è di un anno aggiuntivo di garanzia. Vale per i clienti che hanno versato cifre non dovute dal gennaio 2015 ai "primi mesi" del 2017 (non è specificato un mese in particolare) e sempre per i prodotti in garanzia dal settimo mese in poi. Candy non chiederà al cliente alcuna prova dei pagamenti effettuati. L'anno aggiuntivo varrà sia per gli elettrodomestici comprati meno di due anni fa, sia per i prodotti con garanzia scaduta: in tal caso i 12 mesi partiranno dal momento in cui la società pubblicherà l'annuncio sul proprio sito internet.

Fonte: Repubblica

Ottobre 18
Garanzia sì, ma a pagamento: ora Whirlpool, Candy ed Electrolux risarciscono i clienti